Activity Based Working: dalla teoria al progetto reale di workspace

L’Activity Based Working (ABW) è una trasformazione nel modo in cui il lavoro viene strutturato e supportato. Il principio fondamentale è semplice: attività diverse richiedono ambienti diversi. Il lavoro si distribuisce su una varietà di setting progettati per supportare concentrazione, collaborazione, interazione e scambio informale, senza vincolarsi a una postazione fissa.

Il concetto è emerso nell’Europa settentrionale alla fine del XX secolo, in particolare nei Paesi Bassi, dove i primi esperimenti hanno messo in discussione il modello tradizionale della postazione assegnata per persona. Nel tempo si è evoluto in un framework più ampio, adottato da organizzazioni globali per migliorare la produttività, ottimizzare gli spazi e rispondere a modalità di lavoro sempre più dinamiche.

Oggi l’Activity Based Working rappresenta una delle interpretazioni più mature del rapporto tra persone, spazio e performance. Muove dal riconoscimento che il lavoro è eterogeneo: di conseguenza, anche lo spazio deve esserlo.

Dalle postazioni assegnate agli ambienti intenzionali

Nel modello di ufficio tradizionale, lo spazio è organizzato attorno a ruoli e gerarchie. Gli individui ricevono postazioni assegnate, spesso indipendentemente dal tipo di lavoro che svolgono nel corso della giornata. Questo genera inefficienze, sia in termini di utilizzo degli spazi che di produttività individuale.

L’Activity Based Working capovolge questa logica. Assegna lo spazio alle attività, anziché alle persone. Gli individui scelgono dove lavorare in base a ciò che devono fare in un dato momento: concentrarsi, collaborare, riunirsi, riflettere, connettersi.

Questo cambiamento richiede una riprogettazione degli spazi fisici, ma anche un’evoluzione culturale. Fiducia, autonomia e chiarezza degli obiettivi diventano centrali. In loro assenza, il modello rischia di ridursi a una riprogettazione superficiale degli spazi anziché a una trasformazione reale.

Activity Base Working Milano

L'ABW negli ambienti multi-tenant

L’ABW è spesso associato ai grandi headquarter corporate. La sua applicazione in ambienti multi-tenant introduce però complessità aggiuntive: aziende diverse, culture diverse e modalità di lavoro diverse devono coesistere all’interno di un’infrastruttura condivisa.

Stella Santa Giulia rappresenta un esempio particolarmente avanzato di come l’Activity Based Working possa essere tradotto in un contesto multi-tenant.

Lo spazio è strutturato con una distribuzione precisa: circa il 50% è dedicato agli uffici operativi, il 25% a sale riunioni formali di diverse dimensioni, il restante 25% ad aree distributive come lounge e ambienti di lavoro informali. Questo equilibrio riflette la consapevolezza che il lavoro non si riduce all’esecuzione, ma comprende interazione, scambio e rigenerazione.

All’interno di questo ecosistema, la flessibilità non è un concetto astratto: è incorporata nel layout fisico e nella disponibilità di setting diversificati che supportano diverse modalità di lavoro nel corso della giornata.

Progettare per privacy, concentrazione e fluidità

Uno degli aspetti critici dell’Activity Based Working è garantire che gli individui possano trovare il giusto livello di privacy e concentrazione quando ne hanno bisogno.

A Stella Santa Giulia, questa esigenza è affrontata attraverso undici phone booth, spazi dedicati alle chiamate e ai momenti di concentrazione individuale. Considerando che lo spazio include circa 200 postazioni di lavoro e ospita una presenza media giornaliera di 100-120 persone, questo rappresenta uno dei rapporti più elevati in Europa per questa tipologia di soluzione.

È un dettaglio che rivela un’intenzione progettuale precisa: consentire transizioni fluide tra collaborazione aperta e concentrazione privata, senza attrito. Negli ambienti ABW, l’assenza di questi micro-spazi diventa spesso un fattore limitante. Qui è trattata come componente fondamentale dell’esperienza.

La Corte: il cuore sociale e relazionale

Al centro di Stella Santa Giulia si trova la Corte, il cuore sociale dello spazio. Funziona come crocevia in cui si intersecano i diversi flussi di persone.

La Corte offre caffè di qualità, servizi di cucina e tavoli comuni progettati per favorire l’interazione. È un luogo in cui le conversazioni nascono naturalmente, gli scambi professionali si intrecciano con i momenti informali e le relazioni si costruiscono nel tempo.

In un ambiente Activity Based Working, spazi come la Corte sono essenziali. Sono nodi intenzionali che supportano una delle dimensioni più importanti del lavoro: quella relazionale.

Activity Based Working Venice

Il colore come linguaggio delle attività

Uno degli elementi più distintivi di Stella Santa Giulia è l’uso del colore come strumento per comunicare e rafforzare le attività.

Ogni area è caratterizzata da una palette specifica. Gli uffici operativi sono definiti da toni sabbia, che creano un ambiente calmo e neutro, favorevole alla concentrazione. Le sale riunioni sono contrassegnate dal verde scuro, che segnala concentrazione e profondità. I corridoi adottano un verde prato, evocando la sensazione di percorrere un cammino all’aperto. La Corte e le aree lounge sono definite dal rosso mattone, che richiama l’idea di una piazza, luogo di incontro e scambio.

Questo sistema cromatico è una guida sottile ma efficace: orienta gli utenti nella comprensione intuitiva della natura di ogni spazio e ne favorisce il comportamento coerente con la funzione prevista.

Atmosfera: luce, suono ed esperienza

Oltre al layout e al colore, Stella Santa Giulia integra luce e suono come componenti attive dell’esperienza del workspace.

L’illuminazione è progettata per supportare scenari diversi nel corso della giornata: rafforza la concentrazione nelle aree dedicate al focus e crea un’atmosfera più rilassata negli spazi sociali. La musica, diffusa nelle aree comuni, contribuisce a modellare l’ambiente, facilitando le transizioni tra modalità di lavoro e supportando eventi o interazioni informali.

Questi elementi lavorano insieme per creare un ambiente dinamico, in cui lo spazio risponde alle attività e ai momenti della giornata.

Natura, materiali e benessere

Un’altra dimensione chiave dello spazio è la connessione con gli elementi naturali.

Aree verdi, terrazze e abbondante luce naturale contribuiscono ad aprire l’ambiente, sia fisicamente che psicologicamente. Opere d’arte realizzate con materiali naturali e colori organici rafforzano questa connessione, creando una continuità tra esperienza interna ed esterna.

L’intenzione è chiara: allontanarsi dalla percezione dell’ufficio come ambiente rigido e artificiale, evocando la sensazione di trovarsi in un contesto più naturale. Questo ha un impatto diretto sul benessere, sull’umore e, in ultima analisi, sulla produttività.

In questa prospettiva, l’Activity Based Working si estende oltre la funzionalità, toccando dimensioni emotive e sensoriali. Riconosce che la performance dipende non solo dagli strumenti e dai processi, ma anche da come le persone si sentono all’interno di uno spazio.

Dal modello all'esperienza vissuta

Il caso di Stella Santa Giulia mostra come l’Activity Based Working si configuri come pratica progettuale che integra spazio, comportamento ed esperienza.

Richiede un equilibrio tra struttura e flessibilità, tra esigenze individuali e dinamiche collettive, tra efficienza e qualità della vita.

Quando implementato con coerenza, l’ABW trasforma l’ufficio da contenitore statico a sistema vivente: un sistema in cui le persone possono scegliere come lavorare, lo spazio si adatta alle attività e l’ambiente supporta attivamente sia la produttività che le relazioni.

Il futuro del workspace si costruisce progettando ambienti capaci di supportare la complessità del lavoro contemporaneo.

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