- 1Intro
- 2Perché i CFO hanno bisogno di un nuovo framework per la gestione dei costi immobiliari
- 3Che cos’è l’Economic Efficiency Score (EES)
- 4Come funziona l’Economic Efficiency Score
- 5La checklist del CFO: cosa dovrebbe essere misurato
- 6La mappatura dei costi: il livello nascosto dell’economia degli spazi di lavoro
- 7Gli output dell’EES: cosa rivela l’analisi
- 8Dalla riduzione dei costi all’ottimizzazione del valore
- 9I modelli ricorrenti individuati dall’EES
- 10Le implicazioni strategiche per il corporate real estate
- 11Perché l’EES è rilevante oggi
- 12Inizia la valutazione dei costi del tuo workspace
- 13Scopri il tuo Economic Efficiency Score
- 14Da centro di costo a infrastruttura strategica
- 14.1Introduzione
- 15Perché i CFO hanno bisogno di un nuovo framework per la gestione dei costi immobiliari
- 16Che cos’è l’Economic Efficiency Score (EES)
- 17Come funziona l’Economic Efficiency Score
- 18La checklist del CFO: cosa dovrebbe essere misurato
- 19La mappatura dei costi: il livello nascosto dell’economia degli spazi di lavoro
- 20Gli output dell’EES: cosa rivela l’analisi
- 21Dalla riduzione dei costi all’ottimizzazione del valore
- 22I modelli ricorrenti individuati dall’EES
- 23Le implicazioni strategiche per il corporate real estate
- 24Perché l’EES è rilevante oggi
- 25Inizia la valutazione dei costi del tuo workspace
- 26Scopri il tuo Economic Efficiency Score
Da centro di costo a infrastruttura strategica
Intro
Per decenni il real estate aziendale è stato gestito come una voce di costo relativamente statica: canoni di locazione, spese operative, investimenti iniziali e una visibilità limitata su ciò che accadeva nel tempo. Oggi questo paradigma non è più sufficiente.
Lo spazio di lavoro è diventato una delle infrastrutture più complesse da governare all’interno delle organizzazioni. I modelli di lavoro ibrido, l’occupazione variabile degli uffici, la pressione sui costi e l’evoluzione delle aspettative delle persone hanno trasformato l’ufficio da asset stabile a sistema dinamico.
In questo scenario emerge una criticità fondamentale: la maggior parte delle aziende non conosce realmente il costo complessivo dei propri spazi di lavoro né il valore che questi generano.
L’Economic Efficiency Score (EES) nasce per colmare questa lacuna. Non si tratta di un semplice indicatore finanziario, ma di un framework strutturato che consente alle organizzazioni di comprendere, governare e ottimizzare il costo reale del proprio workspace.

Perché i CFO hanno bisogno di un nuovo framework per la gestione dei costi immobiliari
Nel conto economico aziendale, i costi legati agli uffici rappresentano spesso una delle principali voci di spesa dopo il personale. Eppure, rispetto ad altre funzioni aziendali, il real estate soffre di tre debolezze strutturali.
La prima è la frammentazione dei dati. I costi sono distribuiti tra canoni di locazione, facility management, tecnologia, servizi, risorse umane e spese indirette. Raramente vengono consolidati in una visione unica e coerente.
La seconda riguarda il disallineamento tra costi e utilizzo effettivo degli spazi. Molte organizzazioni continuano a operare con superfici progettate per la piena occupazione, nonostante i livelli di presenza siano significativamente inferiori a causa dei modelli di lavoro ibrido.
La terza è rappresentata dall’invisibilità dei costi nascosti: inefficienze operative, tempo dedicato ad attività non strategiche, turnover influenzato dalla qualità dell’ambiente di lavoro e spazi sottoutilizzati.
Per un CFO questo si traduce in un problema fondamentale: le decisioni vengono spesso prese sulla base di informazioni incomplete.
L’EES propone un cambio di prospettiva. Non si limita a chiedere quanto costa l’ufficio, ma valuta quanto efficacemente viene governato, quanto efficientemente viene utilizzato e quanto sia coerente con le esigenze dell’organizzazione.
Che cos’è l’Economic Efficiency Score (EES)
L’Economic Efficiency Score è un indice proprietario che misura l’efficienza economica degli spazi di lavoro aziendali.
Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul livello dei costi, analizza tre dimensioni fondamentali:
- la qualità della governance economica;
- la trasparenza e la leggibilità della struttura dei costi;
- l’allineamento tra costi, utilizzo e valore generato.
Il risultato è un punteggio compreso tra 0 e 100, che offre una fotografia chiara e comparabile della situazione aziendale.
A differenza delle tradizionali analisi immobiliari, l’EES non è un audit tecnico. È uno strumento manageriale progettato per evidenziare inefficienze, individuare aree poco presidiate e supportare decisioni strategiche.
Come funziona l’Economic Efficiency Score
L’EES si basa su due livelli di analisi integrati.
Il primo valuta la logica economica di fondo dello spazio di lavoro: quanto chiaramente i costi vengono compresi, con quale continuità vengono monitorati, quanto sono allineati all’utilizzo reale e quanto sia flessibile la struttura dei costi.
Il secondo misura il livello di governance economica, verificando quanto l’organizzazione conosca e gestisca tutte le categorie di costo legate agli spazi di lavoro, comprese quelle indirette e spesso trascurate.
Questa struttura consente di distinguere chiaramente le aziende che si limitano a controllare i costi da quelle che governano il workspace come un sistema integrato.
Il risultato non è semplicemente un punteggio, ma una diagnosi strutturata.
La checklist del CFO: cosa dovrebbe essere misurato
Per comprendere realmente il costo degli spazi aziendali, un CFO dovrebbe essere in grado di rispondere ad alcune domande fondamentali.
Quanto è chiaro il Total Cost of Occupancy, considerando non solo il canone di locazione, ma anche servizi, tecnologia e costi indiretti?
Quale quota dello spazio disponibile viene realmente utilizzata e come si confronta con la superficie complessiva occupata?
Quale percentuale dei costi è fissa e quale variabile?
Quanto incidono le inefficienze nascoste sulla struttura complessiva dei costi?
Esiste una chiara responsabilità decisionale e una governance definita per le scelte legate agli spazi di lavoro?
L’EES traduce queste domande in un modello strutturato che consente una valutazione oggettiva e comparabile.
La mappatura dei costi: il livello nascosto dell’economia degli spazi di lavoro
Uno degli elementi distintivi dell’EES è il suo approccio esteso alla mappatura dei costi.
L’analisi non si limita ai costi immobiliari diretti, ma include:
- i costi operativi, come utenze, manutenzione e servizi;
- i costi tecnologici, inclusi infrastrutture IT e strumenti digitali;
- i costi organizzativi e indiretti, come il tempo interno dedicato alla gestione e le inefficienze operative;
- gli investimenti in capitale, tra cui allestimenti, arredi e aggiornamenti degli spazi;
- i costi opportunità derivanti da superfici sottoutilizzate, rigidità contrattuali e opportunità di ottimizzazione non sfruttate.
Questa prospettiva più ampia porta a una conclusione spesso sorprendente: il costo reale dell’ufficio è significativamente più elevato di quanto generalmente percepito.
Gli output dell’EES: cosa rivela l’analisi
L’Economic Efficiency Score non restituisce un unico numero, ma un insieme di indicatori tra loro collegati.
L’output principale è il punteggio complessivo, che rappresenta il livello di efficienza economica del workspace.
A questo si affianca il Cost Governance Index, che misura il grado di consapevolezza e controllo sui costi nelle diverse categorie.
L’indicatore Hidden Cost Exposure evidenzia invece la quota di costi indiretti e opportunità non presidiate o non visibili.
Questi risultati sono supportati da strumenti visuali progettati per favorire una lettura immediata:
una heatmap che rappresenta il livello di conoscenza delle diverse categorie di costo;
un radar chart che evidenzia gli squilibri tra governance, utilizzo e flessibilità;
una matrice di posizionamento che mette in relazione efficienza economica e livello di controllo.
Il valore dell’EES non risiede nella complessità analitica, ma nella capacità di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto.
Dalla riduzione dei costi all’ottimizzazione del valore
Uno degli errori più frequenti consiste nell’affrontare il tema degli spazi di lavoro esclusivamente come un esercizio di riduzione dei costi.
Le organizzazioni più avanzate stanno adottando una prospettiva diversa. Non puntano semplicemente a spendere meno, ma a spendere meglio.
Questo significa:
allineare i costi all’utilizzo effettivo degli spazi;
introdurre strutture di costo più flessibili;
ridurre le inefficienze nascoste;
trasformare il workspace in un fattore abilitante delle performance aziendali.
In questo contesto, l’EES diventa uno strumento non solo di ottimizzazione, ma di riposizionamento strategico.
I modelli ricorrenti individuati dall’EES
L’applicazione del framework EES evidenzia con regolarità alcuni schemi ricorrenti.
Alcune organizzazioni presentano costi apparentemente sotto controllo, ma una scarsa visibilità sulle spese indirette, con il risultato di sottostimare il costo reale degli spazi.
Altre mostrano una buona governance ma un forte disallineamento tra costi e utilizzo effettivo, spesso a causa di strutture immobiliari particolarmente rigide.
Nei casi più critici, sia la visibilità sia l’efficienza risultano limitate, generando inefficienze sistemiche che incidono direttamente sulle performance economiche.
Non si tratta di eccezioni, ma di situazioni che riflettono l’attuale realtà del mercato.
Le implicazioni strategiche per il corporate real estate
Il messaggio chiave è semplice: il vero tema non è più quanto costa l’ufficio, ma quanto sia governabile.
Con l’evoluzione verso modelli di lavoro sempre più distribuiti e dinamici, cresce inevitabilmente la complessità della gestione degli spazi. Di conseguenza, diventa essenziale adottare strumenti e framework strutturati.
Per proprietari e operatori immobiliari ciò significa sviluppare modelli sempre più flessibili e orientati ai servizi.
Per le aziende significa considerare il corporate real estate come una leva strategica di performance e non come un semplice vincolo operativo.
Perché l’EES è rilevante oggi
Il lavoro ibrido ha messo in evidenza una contraddizione fondamentale: le organizzazioni hanno cambiato il proprio modo di lavorare, ma non il modo in cui gestiscono gli spazi.
Questa situazione genera inefficienze strutturali che non possono essere risolte attraverso interventi marginali.
Serve un nuovo approccio.
L’Economic Efficiency Score rappresenta proprio questo cambiamento:
dal controllo passivo alla governance attiva;
dalla frammentazione delle informazioni a una visione integrata;
da costi opachi a sistemi misurabili e gestibili.
Inizia la valutazione dei costi del tuo workspace
Comprendere il proprio Economic Efficiency Score è il primo passo per ripensare il ruolo dello spazio di lavoro all’interno dell’organizzazione.
Non si tratta soltanto di ottimizzare i costi, ma di costruire una base solida per prendere decisioni migliori.
Oggi il workspace non è più un’infrastruttura invisibile.
È una leva che influenza direttamente costi, performance e competitività.
Misurarlo correttamente è il primo passo per gestirlo in modo efficace.
Scopri il tuo Economic Efficiency Score
Avvia il tuo Workspace Health Assessment e comprendi come stanno realmente performando i tuoi spazi di lavoro.
Economic Efficiency Score (EES): il framework per i CFO nella gestione dei costi degli spazi di lavoro
Da centro di costo a infrastruttura strategica
Introduzione
Per decenni il real estate aziendale è stato gestito come una voce di costo relativamente statica: canoni di locazione, spese operative, investimenti iniziali e una visibilità limitata su ciò che accadeva nel tempo. Oggi questo paradigma non è più sufficiente.
Lo spazio di lavoro è diventato una delle infrastrutture più complesse da governare all’interno delle organizzazioni. I modelli di lavoro ibrido, l’occupazione variabile degli uffici, la pressione sui costi e l’evoluzione delle aspettative delle persone hanno trasformato l’ufficio da asset stabile a sistema dinamico.
In questo scenario emerge una criticità fondamentale: la maggior parte delle aziende non conosce realmente il costo complessivo dei propri spazi di lavoro né il valore che questi generano.
L’Economic Efficiency Score (EES) nasce per colmare questa lacuna. Non si tratta di un semplice indicatore finanziario, ma di un framework strutturato che consente alle organizzazioni di comprendere, governare e ottimizzare il costo reale del proprio workspace.
Perché i CFO hanno bisogno di un nuovo framework per la gestione dei costi immobiliari
Nel conto economico aziendale, i costi legati agli uffici rappresentano spesso una delle principali voci di spesa dopo il personale. Eppure, rispetto ad altre funzioni aziendali, il real estate soffre di tre debolezze strutturali.
La prima è la frammentazione dei dati. I costi sono distribuiti tra canoni di locazione, facility management, tecnologia, servizi, risorse umane e spese indirette. Raramente vengono consolidati in una visione unica e coerente.
La seconda riguarda il disallineamento tra costi e utilizzo effettivo degli spazi. Molte organizzazioni continuano a operare con superfici progettate per la piena occupazione, nonostante i livelli di presenza siano significativamente inferiori a causa dei modelli di lavoro ibrido.
La terza è rappresentata dall’invisibilità dei costi nascosti: inefficienze operative, tempo dedicato ad attività non strategiche, turnover influenzato dalla qualità dell’ambiente di lavoro e spazi sottoutilizzati.
Per un CFO questo si traduce in un problema fondamentale: le decisioni vengono spesso prese sulla base di informazioni incomplete.
L’EES propone un cambio di prospettiva. Non si limita a chiedere quanto costa l’ufficio, ma valuta quanto efficacemente viene governato, quanto efficientemente viene utilizzato e quanto sia coerente con le esigenze dell’organizzazione.
Che cos’è l’Economic Efficiency Score (EES)
L’Economic Efficiency Score è un indice proprietario che misura l’efficienza economica degli spazi di lavoro aziendali.
Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul livello dei costi, analizza tre dimensioni fondamentali:
la qualità della governance economica;
la trasparenza e la leggibilità della struttura dei costi;
l’allineamento tra costi, utilizzo e valore generato.
Il risultato è un punteggio compreso tra 0 e 100, che offre una fotografia chiara e comparabile della situazione aziendale.
A differenza delle tradizionali analisi immobiliari, l’EES non è un audit tecnico. È uno strumento manageriale progettato per evidenziare inefficienze, individuare aree poco presidiate e supportare decisioni strategiche.
Come funziona l’Economic Efficiency Score
L’EES si basa su due livelli di analisi integrati.
Il primo valuta la logica economica di fondo dello spazio di lavoro: quanto chiaramente i costi vengono compresi, con quale continuità vengono monitorati, quanto sono allineati all’utilizzo reale e quanto sia flessibile la struttura dei costi.
Il secondo misura il livello di governance economica, verificando quanto l’organizzazione conosca e gestisca tutte le categorie di costo legate agli spazi di lavoro, comprese quelle indirette e spesso trascurate.
Questa struttura consente di distinguere chiaramente le aziende che si limitano a controllare i costi da quelle che governano il workspace come un sistema integrato.
Il risultato non è semplicemente un punteggio, ma una diagnosi strutturata.
La checklist del CFO: cosa dovrebbe essere misurato
Per comprendere realmente il costo degli spazi aziendali, un CFO dovrebbe essere in grado di rispondere ad alcune domande fondamentali.
Quanto è chiaro il Total Cost of Occupancy, considerando non solo il canone di locazione, ma anche servizi, tecnologia e costi indiretti?
Quale quota dello spazio disponibile viene realmente utilizzata e come si confronta con la superficie complessiva occupata?
Quale percentuale dei costi è fissa e quale variabile?
Quanto incidono le inefficienze nascoste sulla struttura complessiva dei costi?
Esiste una chiara responsabilità decisionale e una governance definita per le scelte legate agli spazi di lavoro?
L’EES traduce queste domande in un modello strutturato che consente una valutazione oggettiva e comparabile.
La mappatura dei costi: il livello nascosto dell’economia degli spazi di lavoro
Uno degli elementi distintivi dell’EES è il suo approccio esteso alla mappatura dei costi.
L’analisi non si limita ai costi immobiliari diretti, ma include:
i costi operativi, come utenze, manutenzione e servizi;
i costi tecnologici, inclusi infrastrutture IT e strumenti digitali;
i costi organizzativi e indiretti, come il tempo interno dedicato alla gestione e le inefficienze operative;
gli investimenti in capitale, tra cui allestimenti, arredi e aggiornamenti degli spazi;
i costi opportunità derivanti da superfici sottoutilizzate, rigidità contrattuali e opportunità di ottimizzazione non sfruttate.
Questa prospettiva più ampia porta a una conclusione spesso sorprendente: il costo reale dell’ufficio è significativamente più elevato di quanto generalmente percepito.
Gli output dell’EES: cosa rivela l’analisi
L’Economic Efficiency Score non restituisce un unico numero, ma un insieme di indicatori tra loro collegati.
L’output principale è il punteggio complessivo, che rappresenta il livello di efficienza economica del workspace.
A questo si affianca il Cost Governance Index, che misura il grado di consapevolezza e controllo sui costi nelle diverse categorie.
L’indicatore Hidden Cost Exposure evidenzia invece la quota di costi indiretti e opportunità non presidiate o non visibili.
Questi risultati sono supportati da strumenti visuali progettati per favorire una lettura immediata:
una heatmap che rappresenta il livello di conoscenza delle diverse categorie di costo;
un radar chart che evidenzia gli squilibri tra governance, utilizzo e flessibilità;
una matrice di posizionamento che mette in relazione efficienza economica e livello di controllo.
Il valore dell’EES non risiede nella complessità analitica, ma nella capacità di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto.
Dalla riduzione dei costi all’ottimizzazione del valore
Uno degli errori più frequenti consiste nell’affrontare il tema degli spazi di lavoro esclusivamente come un esercizio di riduzione dei costi.
Le organizzazioni più avanzate stanno adottando una prospettiva diversa. Non puntano semplicemente a spendere meno, ma a spendere meglio.
Questo significa:
allineare i costi all’utilizzo effettivo degli spazi;
introdurre strutture di costo più flessibili;
ridurre le inefficienze nascoste;
trasformare il workspace in un fattore abilitante delle performance aziendali.
In questo contesto, l’EES diventa uno strumento non solo di ottimizzazione, ma di riposizionamento strategico.
I modelli ricorrenti individuati dall’EES
L’applicazione del framework EES evidenzia con regolarità alcuni schemi ricorrenti.
Alcune organizzazioni presentano costi apparentemente sotto controllo, ma una scarsa visibilità sulle spese indirette, con il risultato di sottostimare il costo reale degli spazi.
Altre mostrano una buona governance ma un forte disallineamento tra costi e utilizzo effettivo, spesso a causa di strutture immobiliari particolarmente rigide.
Nei casi più critici, sia la visibilità sia l’efficienza risultano limitate, generando inefficienze sistemiche che incidono direttamente sulle performance economiche.
Non si tratta di eccezioni, ma di situazioni che riflettono l’attuale realtà del mercato.
Le implicazioni strategiche per il corporate real estate
Il messaggio chiave è semplice: il vero tema non è più quanto costa l’ufficio, ma quanto sia governabile.
Con l’evoluzione verso modelli di lavoro sempre più distribuiti e dinamici, cresce inevitabilmente la complessità della gestione degli spazi. Di conseguenza, diventa essenziale adottare strumenti e framework strutturati.
Per proprietari e operatori immobiliari ciò significa sviluppare modelli sempre più flessibili e orientati ai servizi.
Per le aziende significa considerare il corporate real estate come una leva strategica di performance e non come un semplice vincolo operativo.
Perché l’EES è rilevante oggi
Il lavoro ibrido ha messo in evidenza una contraddizione fondamentale: le organizzazioni hanno cambiato il proprio modo di lavorare, ma non il modo in cui gestiscono gli spazi.
Questa situazione genera inefficienze strutturali che non possono essere risolte attraverso interventi marginali.
Serve un nuovo approccio.
L’Economic Efficiency Score rappresenta proprio questo cambiamento:
dal controllo passivo alla governance attiva;
dalla frammentazione delle informazioni a una visione integrata;
da costi opachi a sistemi misurabili e gestibili.
Inizia la valutazione dei costi del tuo workspace
Comprendere il proprio Economic Efficiency Score è il primo passo per ripensare il ruolo dello spazio di lavoro all’interno dell’organizzazione.
Non si tratta soltanto di ottimizzare i costi, ma di costruire una base solida per prendere decisioni migliori.
Oggi il workspace non è più un’infrastruttura invisibile.
È una leva che influenza direttamente costi, performance e competitività.
Misurarlo correttamente è il primo passo per gestirlo in modo efficace.
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